Tutta colpa di un volo e poi ci si mette anche il volo del mattino….

Ciao Fabio.
Non avrei mai immaginato di scriverti. Ed invece la vita sorprende sempre ed eccomi qui….di pancia a raccontarti una cosa…
Non ti conosco neanche un po’, non ti ho mai seguito in radio, in tv, al cinema.
Se proprio devo essere sincera non ho mai nutrito simpatia nei tuoi confronti….anzi mi sei sempre stato piuttosto antipatico e soprattutto mi ha sempre infastidito il fatto che i tuoi libri fossero primi nella classifica delle vendite…mi sono sempre rifiutata di comprarne uno, per partito preso…. e non per invidia o che ne so….
Prevenuta, tanto, lo ammetto!
Poco informata su di te.
Peccabile di essere considerata snob, lo so, me lo dice sempre Pippi.
Pippi è una mia cara amica, io la chiamo Pippi ma si chiama Stefy. Lei mi chiama snob o professoressa simpatica o semplicemente Cri.
Quando anni fa le chiesi -ma tu leggi? (che per me era come chiederle una cosa scontata tipo … -mangi?) lei mi rispose “dopo aver gettato le armi subito dopo l’esame di maturità, sto ricominciando adesso…”
Bene, le dissi, leggere è come mangiare, devi farlo ogni giorno. E cosa stai leggendo adesso?
Ancora si sente l’eco del mio urlo “Capra, sei una capra!” nel momento in cui uno dei tuoi libri esordiva dalla sua borsa…mentre io inorridivo e la pregavo di metterlo via e subito pure.
E l’urlo si è ripresentato qualche sera fa nella mia cucina quando, mentre io preparavo qualcosa per cena, lei mi chiese di poter accendere il televisore perché c’era la tua serie in TV …. “fai quello che vuoi, tanto io neanche ascolto…”. Non ho fatto attenzione a te, alla tua voce, a quello che dicevi, ma distrattamente ho visto la scena in cui finivi di raccontare una barzelletta a Roberto Vecchioni… e sono esplosa in un “Stefy, sei una capra, ma davvero lo trovi interessante? A me sembra un coglione…”
Scusa per il coglione, Fabio. Non ci conosciamo, tu fai parte di una sfera di persone famose e importanti che magari non appaiono per quello che sono realmente ed io non ho alcun diritto di offenderti.
Ma la Stefy, tua fedele fan, ci ha riprovato e una mattina mi manda il link della tua trasmissione radiofonica ed io, mentre lavoro, forse annoiata della mia playlist, comincio ad ascoltare una delle tue puntate con le cuffiette…e ti ascolto fino alla fine concludendo con fatica il mio lavoro e….odiandoti!
Come direbbero a Firenze…. “scusa, Fabio, ma te lo devo dire…” …”mi hai devastata!, la tua voce mi ha devastata e ti ho odiato ma ti ho ascoltato fino alla fine in un alternarsi bellico di sorrisi e coltelli che affondavano nelle mie ferite per finire in una lacrima da nascondere ai colleghi….”
Io lo so che adesso starai pensando che non te ne frega un accidente sapere il perché dei miei sorrisi, perché figurati cosa te ne può fregare del messaggio e della lacrima di una tipa, sconosciuta, che non sai nemmeno se è di Firenze per risponderle adeguatamente, che non ha mai saputo nulla di te, che adesso sa tre cose di te e che addirittura ti ha sempre dato del coglione….
Ma se continuerai a leggere questo messaggio, cosa che dubito, scoprirai che questa tipa, cioè io, la deficiente delle informazioni su di te, ha cominciato ad ascoltare la tua voce con un certo interesse (tranquillo, non è ciò che temi e la tua fidanzata può continuare a sorridere perché non sono una sex-fan) e ha cominciato a notare qualcosa di familiare per poi sobbalzare dalla sedia (ecco il mio volo del mattino) quando con la stessa inflessione e la stessa dolcezza del suo ex-qualcosa tu hai detto “e comunque io non dico mai, non diciamo mai, siamo lombardi, io non dico mai sono lombardo, dico “sono bresciano…”…. Ecco, quel breve bre- seguito dal dolce gruppo sc mi ha colpita, affondata, distrutta e forse anche cremata. Perché il mio ex-qualcosa è sparito da qualche settimana montando una torta di panna traballante e poche comode giustificazioni ed io che non avrei mai immaginato di poterlo incontrare, sentire, rincontrare e amare follemente (ché l’amore non ti capita tutti i giorni) sono invece caduta come una foglia da un albero, solo che sulla foglia quel bastardo cornuto di eros ci aveva incollato un mattone ed io cadendo mi sono frantumata e adesso sono tutta ingessata con prognosi riservata nel patetico periodo “fine di una storia, forse mi riprendo chissà quando” e tu, proprio tu Fabio Volo, una mattina mi hai fatto riascoltare quelle due parole che io adoravo ascoltare dalla sua voce…era come un gioco…ogni tanto gli chiedevo “dai, dimmelo….” E lui “ma cosa?” “e dai, dimmelo, lo sai che mi piace quella tua espressione….dai dimmelo…” e lui dopo avermi fatta aspettare come una bambina davanti a una scatola di caramelle da scartare finalmente intonava dolcissimamente “sono bre-sssccc-iano”.

Ti odio!
Ma grazie per quell’attimo di tenerezza che mi hai fatto ricordare, risentire, rivivere, con un sorriso ripieno di nostalgia.

Mica lo sapevo io che tu sei bresciano! Non so niente di te!

Fammi un favore, se incontri il mio exqualcosa per caso a Brescia, diglielo che era davvero un colpo di fulmine, che non si possono archiviare con facilità le emozioni e i sentimenti, insomma che al cuor non si comanda anche se la testa ti picchia se non obbedisci alla logica di km, anni e obiettivi.
Digli che era una storia pazzesca di due sconosciuti che vivono in due città distanti 1000 km e si incontrano su un aereo e non si mollano per un mese – una di quelle storie con un inizio strepitoso quasi da film che meriterebbe di essere scritta e raccontata. Digli che rimarrà sempre un dolce ricordo. Digli che lo lascio andare dove vuole anche se con lui ero molto più felice. Digli grazie per i dolci momenti ma soprattutto consigliagli il miglior analista di Brescia!

Se sei arrivato alla fine del messaggio sappi, mio caro Fabio Volo, che non ho alcuna intenzione di acquistare uno dei tuoi libri se non dopo aver ascoltato la tua ilarità su questa storia del cazzo dalla quale spero di uscire senza perdere il mio equilibrio mentale.

Scritto da sobria ma assonnata.
Buonanotte.
Cri